Moda

20 SUORE DA PRADA. FAKE SISTERS PER FAKELAB

FakeLab - Milano

Una volta c’erano Moschino e Fiorucci, oggi 20 suore da Prada.

FakeLab - Milano

Ph Claudio Mangiarotti
Milano
Suore un centro fanno picnic, sembrano protestare, in verità hanno il marchio FAKELAB

FakeLab, il fenomeno social, ma anche di mercato che ha conquistato influencer e non, è il giovane brand che mischia moda, ricerca da laboratorio creativo e un pizzico di irriverenza per una label che ha tutto l’intento di ripercorre le tappe stravaganti e alternative di una comunicazione del fashion basata sul gioco, proprio come riuscivano a fare molto bene alcuni iconici maestri di stile degli anni ’80. E così presenta il suo primo evento di lancio ufficiale in Montenapoleone a Milano facendo sfilare, davanti le vetrine del marchio della Signora della moda, una vagonata di fake sorelle.

Metti un pomeriggio di sole, un giro a Montenapoleone e 20 suore da Prada. Ma sono sorelle raccolte in adorante e “religioso” silenzio davanti al loro marchio di moda preferito? Protestano? Forse un cast di aspiranti suore, per la nuova serie di Sorrentino “The new pope”? oppure una ragionevole e diabolica, inutile dirlo, pulsione all’acquisto sfrenato? E invece nulla di tutto ciò… Si tratta di FakeLab il marchio nato dall’idea del riccionese Gianmario Matera, e del riminese Armando Limoni (entrambi di estrazione marketing e moda), che celebrano il primo evento del marchio che fa l’ironico verso alle maison de mode tra le più celebri al mondo, con l’intento di tornare a giocare con la moda come riuscivano a fare molto bene alcuni grandi maestri di stile come Fiorucci o Moschino, già negli anni ‘80.

FakeLab scherza visivamente per sottolineare contraddizioni, piccole e grandi ossessioni. Da Versace a Balenciaga, da Fendi a Fila, dallo storico detersivo Johnson Baby Oil al leggendario Starbucks Coffee, mixati ai tratti ed ai colori di altrettanto super noti marchi commerciali. Quelle di FakeLab sono ironiche parodie dichiarate di marchi-icona della moda  che vengono mescolate con altri  celeberrimi marchi commerciali diventando subito un grande successo commerciale. Ma attenzione! Impossibile scambiarle per imitazioni. Perché l’intento è dichiarato ed espresso apertamente, sia da una parte del nome del brand – Fake (falso appunto) – sia dalla sua etichetta FakeLab. 

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