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MODA E’ PARTECIPAZIONE. IN 14 ADERISCONO ALL’INIZIATIVA DEL COMUNE DI MILANO

Al via “Apritimoda! Milano scopre gli atelier!”. Il nuovo progetto del Comune di Milano mira a stimolare l’interazione tra il settore strategico della moda e un pubblico sempre più affezionato ma da educare.

Dodici aziende e due fondazioni aderiscono al progetto “Apritimoda! Milano scopre gli atelier!” Un’iniziativa ideata dalla giornalista Cinzia Sasso pienamente appoggiata da CNMI, Comune di Milano e dal Ministero dello Sviluppo Economico, per avvicinare di più gli appassionati del settore a quelle che sono le realtà dei top brand che, per la prima volta, aprono i loro atelier al pubblico lasciandoli sbirciare tra spazi solitamente inaccessibili. Aderiscono anche il mondo universitario milanese e le scuole di moda. In alcune maison saranno gli studenti, formati ad hoc, a fare da guida ai visitatori.

Un evento, come ha commentato Carlo Capasa – presidente di Camera Moda – che: “va nella direzione auspicata dal sindaco di Milano, di una moda sempre più aperta alla città. La moda sta diventando più generosa e si occupa di più di dare messaggi positivi”. Evento a cui CNMI, assieme al Ministero per lo Sviluppo Economico, offre il suo patrocinio.

Tra il 21 ed il 22 ottobre 2017 si terrà allora la prima edizione di “Apritimoda! Milano scopre gli atelier!” coinvolgendo 12 grandi nomi della moda come Alberta Ferretti, Agnona, Antonio Marras, Etro, Giorgio Armani, Laboratori Scala, Missoni, Moncler, Prada, Trussardi, Curiel, Ermenegildo Zegna, più le Fondazioni Ferré e Gianni Versace. Un progetto che insieme al recente Milano XL, dove in concomitanza della Fashion Week veniva reso omaggio al Made in Italy nel mondo con sette mega installazioni raccontando arte e creatività, si inserisce tra gli appuntamenti fondamentali di un settore che a livello cittadino incide per il 25% del prodotto interno lordo e che punta a far capire al pubblico come funziona realmente questa chiave strategica che, sfatando il mito dell’ermetismo modaiolo, mira soprattutto all’apertura. Un concetto sempre più sinonimo di inclusiva contemporaneità che per Beppe Sala si traduce in pura partecipazione.

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