FuturoUrban

UNDER PRESSURE. Il progetto dell’Istituto Europeo di Design ci pone 100 domande sul futuro della terra

L’Istituto Europeo di Design presenta al pubblico della Design Week le 100 domande per domani sul futuro del nostro pianeta. Un percorso immersivo condurrà il visitatore ad una riflessione sui temi della sostenibilità sociale ed ambientale.

Cento domande e un invito a riflettere, sensibilizzare e agire. Mentre i giovani in tutto il mondo si stanno mobilitando sulle questioni ambientali, l’Istituto Europeo di Design scende in campo con Under Pressure un progetto internazionale sul grande tema della sostenibilità che ha coinvolto gli studenti delle
undici sedi del Network fra IED Italia, Spagna e Brasile. Under Pressure è un percorso che si sviluppa in tre anni; la prima fase ha visto nel mese di gennaio il lancio del contest – 100 domande per domani – che IED ha proposto ai  suoi studenti con l’obiettivo di far emergere tutte le domande che esprimano la loro necessità di azione sul tema.

Fra tutte quelle raccolte, IED ha selezionato le cento “più urgenti”, provocatorie e inaspettate per riflettere su come sia possibile oggi recuperare il rapporto con la natura e su quali siano gli equilibri del nostro pianeta sempre più “sotto pressione”. Obiettivo finale l’avvio nei prossimi due anni di 100 progetti di design, partendo dal principio che lo sviluppo della società è possibile soltanto rispettando il concetto di sostenibilità dal punto di
vista sociale, economico ed ambientale.
L’Istituto Europeo di Design si occupa di formazione e design da più di cinquant’anni e da tempo si è interessato al tema della sostenibilità. Oggi IED vuole impegnarsi per collocare al centro del suo progetto educativo questa grande questione, con l’obiettivo di mettere a sistema un modello formativo in cui le istanze della sostenibilità siano presenti nell’intero processo di progettazione, dalla ricerca alla possibile distribuzione.
Questo è stato il punto di partenza di Under Pressure: lavorare in maniera strutturata per insegnare agli studenti, futuri progettisti, uomini e donne di domani, a sviluppare una visione responsabile. Di riflesso IED, coinvolgendo i suoi studenti, ha potuto constatare che oggi molti giovani sono già impegnati su questi temi, spesso sono determinati a voler cambiare le cose e consapevoli di doversi prendere cura del pianeta Terra.
“Non è possibile oggi immaginare un’attività di progetto che non tenga conto dei temi legati alla sostenibilità – dichiara Emanuele Soldini, Direttore IED Italia. Questa è una delle condizioni necessarie che qualsiasi processo di design deve tenere in considerazione. Under Pressure esprime un’urgenza e il nome stesso lo indica. Se non ci occuperemo come progettisti e come persone del nostro bene più prezioso, la Terra, il futuro non
sarà facile: il pianeta è uno e abbiamo ridotto al minimo le sue capacità di difesa”.

All’interno del Loftino un corridoio di piante, che andrà stringendosi dall’alto e dai lati man mano che viene percorso, trasmetterà la sensazione del sentirsi “sotto pressione” mentre un sottofondo audio seguirà il percorso con un sound di voci multilingue che scandirà le domande in tempo reale. Il visitatore, seguendo un percorso immersivo ed emozionale si troverà quindi di fronte ad una proiezione dove da una pianta virtuale
fluiranno le cento domande, quasi a simboleggiare che è la pianta stessa a voler interrogare l’uomo: la disinformazione è sostenibile? Le mie azioni quotidiane possono cambiare le sorti del pianeta? Nel futuroervirà sapere? O servirà solo saper trovare, saper chiedere (a Siri)? o ancora Effetto serra o effetto Terra? Siamo troppi? È vero che in pochi decenni scompariranno tutti gli insetti? È vero che dovremo mangiare solo
insetti? La resilienza del pianeta sarà infinta?.
Dalle 2000 domande ricevute dai 185 studenti IED coinvolti, rappresentativi di 130 nazionalità differenti, è emersa una comune urgenza di azione sul futuro del nostro pianeta che segue uno spaccato di quelli che sono i temi che toccano di più la sensibilità dei giovani: il riscaldamento globale e l’impatto dei cambiamenti climatici sulle nostre vite, la nuova rivoluzione dei profughi ambientali in fuga nel mondo a causa di alluvioni e siccità; la
questione del consumo e del riciclo, cosa mangiamo e acquistiamo, quali scarti produciamo e quindi come dovremmo orientare le nostre scelte seguendo un modello di economia circolare; le fonti di energia, l’uso e le disponibilità future e ancora il rapporto uomo/natura/tecnologia quali opportunità e quali i rischi di derive umane e poi il grande tema dell’impegno personale e della risorsa tempo, del diventare sempre più consapevoli
che siamo di fronte alla reale necessità di cambiare i nostri stili di vita.
Under Pressure sarà anche l’occasione per lanciare un ciclo di appuntamenti che seguiranno lo sviluppo del progetto nei prossimi anni e che prenderà il via il 6 maggio con l’incontro con Piero Pellizzaro – Chief Resilience Officer e Direttore della Direzione di Progetto Città Resilienti del Comune di Milano. Gli incontri  proseguiranno con Francesco Ferrante – Vicepresidente Kyoto Club – e con la lectio magistralis del fotografo e
filmmaker Armin Linke prevista il 15 ottobre.

 

Share:

Leave a reply