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Time in Jazz. Un motivo in più per andare in Estate in Sardegna .

La trentunesima edizione del festival internazionale ‘Time in Jazz’ ci aspetta in Sardegna con i suoi grandissimi protagonosti: Steve Coleman, Enrico Rava, Nils Landgren, Greta Panettieri,Dhafer Youssef, Jan Lundgren, il gruppo Fanfaraï.

Un appuntamento che si rinnova dal 1988, uno degli eventi più attesi dell’estate jazzistica: dall’8 al 16 agosto ritorna Time in Jazz, il festival internazionale ideato e diretto da Paolo Fresu tra il suo paese natale, Berchidda, e vari altri centri e località del nord Sardegna.
 
Salutata l’anno scorso la sua trentesima edizione, la manifestazione interrompe temporaneamente la consuetudine di ruotare intorno a un percorso tematico caratterizzante, e sceglie stavolta come titolo un numero romano: “XXXI”. Spiega Paolo Fresu nelle sue note di presentazione: “Ciò che vogliamo fare per i prossimi 3 anni è giocare sui numeri romani XXXI, XXXII, XXXIII perché ci appassiona ed è stimolo per nuove connessioni artistiche e creative. Del resto, se abbiamo fatto 30 possiamo fare 31 e, dopo l’edizione del 2020, proveremo a ‘dire 33’ per comprendere se lo stato di salute di Time in Jazz è buono. Perché lo sia continueremo ad impegnarci come abbiamo fatto in questi primi 30 anni. Con passione e dedizione. Mettendoci all’ascolto di quelle che sono le novità della musica contemporanea in campo internazionale ma senza dimenticare il jazz italiano che, sempre di più, è presente in seno al programma del nostro festival”. Su queste coordinate si svilupperanno dunque le nove giornate del prossimo agosto in terra sarda, un calendario come sempre fitto di proposte differenti, con il consueto occhio di riguardo per il jazz italiano e in particolare per i suoi giovani esponenti (alcuni dei quali, riprendendo la positiva esperienza dell’anno scorso, saranno coinvolti anche come volontari nelle varie branche dell’organizzazione del festival): un vasto e variegato cast che abbraccia diverse generazioni di musicisti e comprende, tra gli altri, i nomi di Enrico Rava con il suo gruppo Tribe (Gianluca PetrellaGiovanni GuidiGabriele EvangelistaFabrizio Sferra), Gegè MunariGreta PanettieriEnrico ZanisiWilliam GrecoEmanuele ManiscalcoCarla Casarano,Matteo BortoneVincenzo SaettaGabrio BaldacciFrancesco LentoPasquale MirraMarco Bardoscia, Stefano TamborrinoFrancesco Diodati,Luca Bulgarelli, oltre ai quasi esordienti Giovanni Gaias, giovane batterista berchiddese, e ai Plus 39, ovvero il gruppo composto dai migliori allievi della scorsa edizione del Seminario Nuoro Jazz.
 
Accanto agli italiani, una qualificata pattuglia di artisti internazionali: il sassofonista americano Steve Coleman con i Five Elements, il suonatore di oud e cantante tunisino Dhafer Youssef, la big band franco-algerina-marocchina Fanfaraï e, in arrivo dalla Svezia il pianista Jan Lundgren e il trombonista Nils Landgren con i rispettivi progetti.Novità nel palinsesto del palco “centrale”, del festival, quello allestito nella piazza del Popolo a Berchidda: in programma non due ma un solo set per ciascuna delle quattro serate previste (quelle da domenica 12 a mercoledì 15), seguito però da un “late night show” nella piazzetta adiacente curato da Gianluca Petrella“Time is over” (questo il titolo), un dopofestival all’insegna di groove e ritmiche africaneggianti, hip-hop e scratch con ospiti di volta in volta diversi come Mop Mop, dj Khalabdj Gruff e altri a sorpresa.
 
Più di trenta eventi musicali che si succedono nell’arco di nove giorni, dal mattino a notte fonda, come sempre in spazi e scenari differenti: dai boschi montani agli scorci marini, dalle stazioni ferroviarie alle chiesette di campagna, dalle piazze agli altri luoghi notevoli dei diversi comuni (quattordici, al momento, quelli confermati), che insieme a Berchidda costituiscono il “circuito” del trentunesimo Time in Jazz: Bortigiadas,CheremuleErulaLoiri Porto San PaoloMoresOlbiaOzieriPloaghePosadaSan TeodoroSassariSorsoTeltiTempio Pausania
E accanto alla musica, il consueto spazio previsto per le varie iniziative di promozione e sensibilizzazione ambientale, presentazioni di novità editoriali, la selezione di film e documentari curata dal regista Gianfranco Cabiddu, e il Progetto Arti Visive curato da Giannella Demuro eAntonello Fresu
L’immagine e la grafica del manifesto sono del giovane designer Paolo Rizzu.

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